La tecnologia RFId si basa su etichette “intelligenti” – dette tag – composte da un’antenna collegata ad un microchip.
Il microchip è dotato di memoria ROM (da cui è solamente possibile leggere le informazioni) oppure RAM (su cui è possibile sia leggere che scrivere informazioni), la cui capacità può variare da pochi bytes fino a raggiungere diversi Kbytes.
I tag, quando sono posti in un determinato campo radio, si attivano e trasmettono i dati fino a quel momento archiviati nel microchip e, se necessario, ne scrivono di nuovi.
Ma “l’intelligenza”, intesa come la gestione delle informazioni memorizzate è, e rimane, appannaggio dei sistemi informativi che utilizzano queste etichette semplicemente come aree di memoria dove riporre i dati.
La tecnologia RFId deve, pertanto, essere vista come uno strumento per ottenere un certo fine e non la soluzione dei problemi. Per una corretta e fruttuosa applicazione è quindi essenziale un’attenta analisi dei processi aziendali: la scelta di consulenti esperti e affidabili si rivela strategica al fine di determinare la soluzione più appropriata caso per caso.